Articolo scritto per BuzBuz: science facts
Nonostante la diffusione sempre più ampia degli mp3 e di altri formati digitali nella distribuzione della musica, c’è un formato che resiste sul mercato da quasi 30 anni e che, nonostante esistano numerose alternative, fatica a scomparire.
È il CD Audio, nato all’inizio degli anni ‘80 da un accordo tra Philips e SONY e pensato per lo scopo di soppiantare definitivamente i vecchi vinili e le scomode musicassette. A differenza di questi supporti il CD si basa su una codifica digitale del segnale sonoro che viene campionato 44.400 volte al secondo e memorizzato sul disco sotto forma di bit in una traccia continua che, se srotolata, sarebbe lunga circa 5 km.
Il primo album rilasciato su CD Audio fu “The Vistors” degli ABBA, pubblicato nel 1981 da Polar e Universal Music. L’album aveva una durata di poco inferiore ai 40 minuti e, come la quasi totalità degli album musicali usciti fino a quel momento, sarebbe entrato alla perfezione in un supporto di durata inferiore. All’epoca era veramente raro un album musicale che superasse l’ora, anche perché i dischi in vinile avevano una durata massima di circa 50 minuti.
Ma allora perché fu scelta come durata dei CD Audio proprio 74 minuti? Perché non 60, oppure 70 per arrotondare alle decine? Del resto una durata inferiore avrebbe comportato un disco di dimensioni inferiori, che sarebbe stato grande a sufficienza per la quasi totalità degli album usciti fino a quel momento.
Quando Philips e SONY cominciarono a collaborare allo sviluppo del CD Audio infatti, la durata prevista per il nuovo supporto era di 60 minuti. Le dimensioni dei dischi andavano dai 10 cm proposti da SONY agli 11.5 cm proposti da Philips. Ma in seguito si cambiò idea, e si allargò il disco fino alla dimensione di 12 cm e alla durata di 74 minuti.
Secondo la leggenda, confermata dalla stessa Philips in una nota sul suo sito, pare che fu Ludwig Van Beethoven ed in particolare la sua Nona Sinfonia il responsabile postumo di questa particolare scelta.
La celebre sinfonia era difatti il pezzo musicale preferito della moglie di Norio Ohga, all’epoca vicepresidente di SONY. Musicista e cantante lirico, egli impose che un singolo CD Audio fosse lungo a sufficienza per contenere un esecuzione completa del pezzo: 74 minuti.
Non sappiamo con certezza se le cose andarono veramente così, se ci furono altre motivazioni di carattere tecnico o se la storiella sia stata oggi confermata da Philips per questioni di marketing. Comunque sia andata quel che è certo è che spesso, dietro i numeri strani della tecnologia, c’è sempre una spiegazione molto più “umana” e interessante di quel che si possa pensare.
Per concludere, qualora non aveste a casa un CD Audio che contenesse precisamente al secondo la Nona di Beethoven, potete ascoltare su BuzBuz il primo movimento. Alzate il volume e buon ascolto.
Fonti: http://www.newscenter.philips.com/main/standard/about/news/press/20070816_25th_anniversary_cd.wpd http://www.ferguscassidy.ie/ethos-23-Oct-2005.html http://en.wikipedia.org/wiki/Compact_Disc http://en.wikipedia.org/wiki/Red_Book_(CD_standard)