Anche aprire un blog, in tempi di incertezze, è una scelta difficile. Tuttavia non voglio usare il primo post per uno sproloquio sulla mia carenza di costanza, nonostante sia una delle minacce peggiori alla sopravvivenza di shortest path già prima della sua nascita.
Il primo post del blog lo voglio invece dedicare ad un personaggio che viene spesso citato come il fondatore della scienza moderna e del metodo scientifico. Il buon Galileo Galilei. E voglio citare qui la mia parte preferita del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, quella in cui Salviati suppone di compiere alcuni simpatici esperimenti nella stiva di una grande nave per spiegare il concetto di relatività del moto.
L’ho sempre trovato un pezzo di una dolcezza straordinaria,
Riserratevi con qualche amico nella maggior stanza che sia sotto coverta di alcun gran navilio, e quivi fate d’aver mosche, farfalle e simili animaletti volanti. Siavi anco un gran vaso d’acqua, e dentrovi de’ pescetti. Sospendasi anco in alto qualche secchiello, che a goccia a goccia vadia versando dell’acqua in un altro vaso di angusta bocca, che sia posto a basso.
E stando ferma la nave, osservate diligentemente come quelli animaletti volanti con pari velocità vanno verso tutte le parti della stanza: i pesci si vedranno andar notando indifferentemente per tutti i versi, le stille cadenti entreranno tutte nel vaso sottoposto. E voi, gettando all’amico alcuna cosa, non più gagliardamente la dovrete gettare verso quella parte che verso questa, quando le lontananze sieno eguali. E saltando voi, come si dice, a piè giunti, eguali spazii passerete verso tutte le parti.
Osservate che avrete diligentemente tutte queste cose, benchè niun dubbio ci sia che mentre il vasello sta fermo non debbano succeder così, fate muover la nave con quanta si voglia velocità ché (pur che il moto sia uniforme e non fluttuante in qua e in là) voi non riconoscerete una minima mutazione in tutti li nominati effetti, nè da alcuno di quelli potrete comprender se la nave cammina o pure sta ferma…
Le gocciole cadranno come prima nel vaso inferiore, senza caderne pur una verso poppa, benché mentre la gocciola è per aria, la nave scorra molti palmi; i pesci nella lor acqua non con più fatica noteranno verso la precedente che verso la susseguente parte del vaso e finalmente le farfalle e le mosche continueranno i loro voli indifferentemente verso tutte le parti, né mai accadrà che si riduchino verso la parte che riguarda la poppa, quasi che fussero stracche di tener dietro al veloce corso della nave, dalla quale per lungo tempo trattenendosi per aria, saranno state separate.
Sembra quasi di trovarsi là. Ma quanto sarebbe bello trovare oggi dei paper scritti così? O se non proprio così almeno così leggibili?