Ci siamo passati tutti. Quel giorno d’autunno in cui ci si annoia e si decide di aprire un blog. Si registra l’account, si sceglie il nome, si lavora alla grafica, si scrive un primo post come questo e poi, con altissima probabilità , si abbandona il tutto qualche settimana più tardi.
Il primo blog che ho aperto si chiamava Rick’s Cafe, ed era (forse) il 2005. In realtà si sarebbe dovuto chiamare Calavera Cafe, per citare Grim Fandango che citava Casablanca, ma il nome era occupato e così optai direttamente per usare l’originale. Tutti i contenuti sono andati perduti con lo shutdown di Splinder, ma ricordo che contenesse qualche recensione di film, qualche confessione da ventenne malinconico e poco più.
Qualche settimana più tardi aprimmo un blog con i miei coinquilini, The Trash Divan Blog, uno spazio completamente autoreferenziale dedicato alla casa e alla nostra visione surreale degli eventi quotidiani. Fu un esperimento molto divertente in effetti.
Nel 2010 iniziai a scrivere per One Digital, uno dei blog del circuito di HTML.it. Anche qui abbandono dopo una trentina di articoli.
Ci riprovai nuovamente qualche anno più tardi. Questa volta il blog esiste ancora, ma l’idea era quella di tenere semplicemente un diario privato quindi non è accessibile al pubblico. Si chiama Altamente Improbabile, non lo aggiorno dal 2012.
Ho tentato anche la strada del blog tematico: con alcuni amici aprimmo BuzBuz, un raccoglitore di approfondimenti sulle spigolature della scienza e della natura. Animali stravaganti, fatti curiosi, luoghi estremi. Dopo un lavoro di peer review che nemmeno dovessimo pubblicare su Nature, pubblicammo 4 (quattro) articoli. E finì lì.
La saggezza imporrebbe di fermarsi qui e di non aggiungere l’ennesimo tassello al mosaico non finito dei progetti non finiti della mia vita. Ma non si diventa necessariamente più saggi con l’età , e dunque eccomi qui, a fare una cosa che - tra l’altro - non mi è mai riuscita benissimo.
Non so ancora precisamente come organizzerò il tutto.
Ci sarà probabilmente una sezione nella quale raccoglierò del materiale in modo ordinato, ma per il resto vorrei usare questo blog esattamente come un diario. Per scrivere delle cose appena succedono, a caldo, e senza pensarci troppo. Parlare di film appena visti, dei giochi appena giocati, dei libri appena letti, dei pensieri appena pensati e dei progetti appena realizzati.
Un blog personale insomma, e niente più. Per il momento c’è questo post, e la buona volontà di provarci di nuovo.
Buona lettura.
Michele